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Le pastarelle lucane

le pastarelle lucane

Le stagioni scorrono sulla fatica contadina, oggi come tremila anni prima di Cristo: nessun messaggio umano o divino si è rivolto a questa povertà refrattaria. Parliamo un diverso linguaggio: la nostra lingua è qui incomprensibile. I grandi viaggiatori non sono andati di là dai confini del proprio mondo; e hanno percorso i sentieri della propria anima e quelli del bene e del male, della moralità e della redenzione. Cristo è sceso nell’inferno sotterraneo del moralismo ebraico per romperne le porte nel tempo e sigillarle nell’eternità. Ma in questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli.

Sono in Basilicata, terra poco conosciuta e poco frequentata dai turisti. Forse perché la situazione ancora non è molto cambiata dai tempi del romanzo di Levi: i collegamenti sono ancora oggi difficili. L’aeroporto più vicino è in Puglia e la ferrovia è arrivata in qualche luogo, ma non l’alta velocità.

Qui le giornate scorrono lente. E allora mi dedico a scoprire nuovi profumi e nuovi sapori.

Oggi vi presento le PASTARELLE, tipici biscotti lucani. Nella loro semplicità, sono buonissimi. Inzuppati nel latte al mattino, lo sono ancora di più.

E grazie a questi biscotti, ho scoperto un ingrediente mai sentito prima: l’ammoniaca (per dolci), un agente lievitante.

La ricetta delle pastarelle

  • 500 g di farina 00
  • 130 g di zucchero
  • 70 ml di olio extra vergine di oliva
  • 70 ml di latte
  • 2 uova
  • 10 g di ammoniaca per dolci
  • scorza di un limone

Montare con l’aiuto di un robot o con le fruste elettriche le uova e lo zucchero. Aggiungere il latte e l’olio e continuare a montare. Aggiungere infine la farina, l’ammoniaca e la scorza del limone e continuare a impastare.  Infornare a 180 gradi in forno statico per circa 15-20 minuti.

Cristo si è davvero fermato a Eboli, dove la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania. Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato il tempo, né l’anima individuale, né la speranza, né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la Storia. Cristo non è arrivato

Dalle ringhiere del balcone pendevano e dondolavano pigre al vento le trecce di fichi, nere di mosche che correvano a sorbirne gli ultimi umori, prima che la vampa del sole li avesse tutti succhiati. Davanti all’uscio, sulla strada, sotto agli stendardi neri seccavano al sole, su tavole dai bordi sporgenti, liquide distese color del sangue di conserva di pomodoro. Sciami di mosche passeggiavano a piede asciutto sulle parti già solidificate, innumerevoli come il popolo di Mosè; altri sciami precipitavano e s’impegolavano nelle zone bagnate di quel Mar Rosso, e vi annegavano come eserciti di Faraone, impazienti di preda. Il grande silenzio della campagna pesava nella cucina, e il mormorìo continuato delle mosche segnava il passare delle ore, come la musica senza fine del tempo vuoto. Ma, a un tratto, dalla chiesa vicina, cominciava a suonare la campana, per qualche santo ignoto, o per qualche funzione deserta, e il suono riempiva lamentoso la stanza

Le pasterelle lucane

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Frollini tipici della Basilicata

Ingredienti

  • 500 g di farina 00
  • 130 g di zucchero
  • 70 ml di olio extra vergine di oliva
  • 70 ml di latte
  • 2 uova
  • 10 g di ammoniaca per dolci
  • scorza di un limone

Preparazione

1

Montare con l’aiuto di un robot o con le fruste elettriche le uova e lo zucchero.

2

Aggiungere il latte e l’olio e continuare a montare.

3

Aggiungere la farina, l’ammoniaca e la scorza del limone e continuare a impastare.  

4

Formare i biscotti.

5

Infornare a 180 gradi in forno statico per circa 15-20 minuti.